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martedì 21 gennaio 2020

Still Life: Questa è la solitudine

Sono ancora molto provato perché ho appena finito di vedere Still Life, un film tremendamente triste dove il protagonista principale è la solitudine. Quell'essere senza alcun accanto che ha accompagnato per tutta la vita John May (Eddie Marsan): un uomo buono e devoto al suo lavoro di funzionario comunale che ha il compito di rintracciare amici o parenti più stretti di persone che sono morte in perfetta solitudine. L'inizio del film è emblematico (lo sarà anche la fine), dove John è l'unica persona ad assistere al funerale - come del resto a tanti altri. La sua vita è schematica tutto quanto ruota al suo lavoro e ama scrivere salmoni per i defunti. Purtroppo questo suo mondo sarà destabilizzato quando a seguito di un ridimensionamento del personale viene licenziato. Nel suo ultimo caso, come per miracolo riesce a portare al funerale di un certo Billy Stoke i parenti più stretti compresa la figlia. Eppure per volere dello stesso destino (ma doveva andare così), John non ci sarà. Still life che inglese indica una particolare tecnica di fotografare le cose inanimate, che come la neve si vedono e non fanno rumore. Un po come John May un uomo solo, un poeta di altri tempi senza che il tempo stesso si accorgesse di lui.
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