domenica 15 ottobre 2017

Quattro lati oscuri del Natale che ignoriamo



Da sempre il Natale è visto dai cristiani come un momento di gioia, pace e felicità per la nascita di Gesù. Eppure se qualcuno ha letto la Bibbia potrebbe affermare che non è tutto roseo quello che luccica; infatti se analizziamo attentamente la Natività di Nostro Signore troveremo davanti a noi qualcosa di oscuro, un messaggio preciso all'interno di una storia che crediamo di conoscere così bene! Il racconto originale biblico è completamente diverso, che ci conduce in un viaggio di 2000 anni fa in Terra Santa, una terra sotto il dominio straniero e devastata da conflitti interni e religiosi. Tornando al tema centrale dell'articolo il Natale: secondo il Vangelo di Luca, la Natività inizia con Giuseppe e Maria che si recano a Betlemme dove la Madonna concepirà Gesù. Il Vangelo di Luca narra semplicemente di alcuni pastori assistere alla nascita; mentre il Vangelo di Matteo presenta dei dettagli sostanziali che prenderemo come punti di riferimento.

Quattro lati oscuri del Natale che ignoriamo

1) La Stella di Betlemme: Per secoli la Stella Cometa e i re Magi sono stati combinati tra loro in modo furbesco. Come abbiamo detto la Natività agli occhi dei cristiani è una scena bellissima ed emozionante. Il problema è che qualcuno ha voluto distogliere volutamente il vero significato offuscandolo con una sorta di racconto magico e romantico! I racconti dei Vangeli non offrono affatto una storia magica e sentimentale; anzi tutto il contrario. La Stella di Betlemme è senz'altro uno dei simboli più famosi della Natività. Secondo il Vangelo di Matteo viene vista a est dai Re Magi che li conduce a Betlemme. La stella è chiamata comunemente come Stella Cometa. Due mila anni fa quando la Cometa apparve in cielo, 
nessuno aveva dubbi che stava per accadere un evento importante... ma non di certo positivo! La presenza della Cometa poteva essere interpreta come la nascita di una persona importante; ma anche come il presagio di un evento spiacevole; la morte. 

2) I Re Magi: I re magi erano visti come i pensatori e preveggenti più importanti dell'epoca, essi conoscevano che la presenza della Cometa in cielo significava la nascita di un nuovo re dei giudei. Ma trattandosi di una Cometa, il suo futuro poteva essere funesto! I Magi seguirono la Cometa fino a Betlemme portando doni al nuovo re. Doni che non erano comuni per un bambino qualsiasi: Oro che voleva significare che Gesù sarebbe stato un re. Incenso: l'incenso era spesso offerta a Dio, quindi dimostra non tanto la sua regalità ma la sua Divinità. Ma è il terzo dono è quello che ci interessa continua a essere dimenticato; riferiamo alla mirra: una resina vegetale utilizzata per preparare i corpi alla sepoltura. La mirra ci indica la fine della vita, in questo caso la prova che Gesù dovrà morire, e la sua morte farà parte della storia.
3) Strage degli innocenti: Erode è il re della Giudea, un tiranno assettato di sangue che ha ucciso la moglie e i tre figli perché convinto di un complotto contro di lui. Per una tragica fatalità, i re Magi mentre attraversano Gerusalemme informano Erode della nascita di un nuovo re dei Giudei. Il Vangelo di Matteo descrive alla perfezione il  piano sadico di Erode, ossia il massacro degli innocenti: ogni bambino sotto i due anni viene ucciso dai soldati, perché uno di loro potrebbe essere il nuovo re dei Giudei.. La storia della strage degli innocenti è un elemento importante della natività, ma viene nascosto perché non è politicamente corretto, non è quello che vogliamo ascoltare a Natale, non corrisponde all'immaginario delle cartoline e atmosfera natalizia. La nascita di Gesù è in qualche modo collegata alla morte di altri bambini.

4) Agnello: L'agnello è una delle figure più famose del Natale, è innocente, mite e inoffensivo, ma l'agnello della natività è stato spogliato del suo vero significato: l'agnello e la pecora sono simboli sacrificali, quindi diventano il simbolo di Gesù, egli stesso sacrificato in croce. I pastori che appaiono alla nascita di Gesù non sono in città per caso, a Betlemme si utilizzavano gli agnelli per i sacrifici religiosi, nello specifico per la Pasqua Ebraica. Ancora una volta non è una coincidenza:  il racconto del Vangelo di Giovanni è molto preciso ' Gesù venne crocefisso esattamente alla stessa ora che i primi agnelli venivano sacrificati per la Pasqua ebraica'. Il simbolismo è preciso Gesù Cristo è visto come agnello sacrificale!

In sintesi, dall'inizio alla fine, la storia della natività è piena di simboli:  partendo dalla storia della Cometa - che potrebbe essere un presagio di sventura, i re Magi che portano la mirra per imbalsamare i corpi, Erode e la strage degli innocenti e l'agnello immagine del sacrifico stesso del figlio di Dio. Tutto ciò è connesso con la nascita del Salvatore: lui sarebbe morto, questo si sapeva fin dalla nascita. Eppure, per secoli un sentimento positivo e spirito commerciale ha offuscato la vera storia della natività e la realtà
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