lunedì 11 luglio 2016

Donne al potere: come cambia la politica



Da sempre le donne al potere hanno rappresentato una minima parte rispetto agli uomini, che nel corso dei secoli hanno deciso, se pur con la forza la storia del mondo. Negli ultimi tempi questo trend negativo per le donzelle sembra cambiare rotta, basta pensare a Hilary Clinton che a breve potrebbe diventare la presidente degli Stati Uniti, la Merkel pugno duro della Germania e non solo, Theresa May la nuova Thatcher inglese, sempre nel Regno Unito in Scozia Alex Salmond, il primo ministro è una donna, e per finire in Italia l'exploit di Virginia Raggi e l'Appendino sindaco di Torino. Che cosa cambia a livello politico? Cambia tanto per motivi di buon senso, per motivi fisici e di decisioni: l'uomo è più risoluto a prendere una decisione drastica del tipo anche di uccidere un suo simile, la donna invece è più riflessiva.

Perciò è inutile continuare a cadere in quei luoghi comuni del tipo: la donna deve fare la mamma, coprire solo alcune cariche poiché è più fragile rispetto all'uomo ... ne siete proprio sicuri? Pensate alla stessa Merkel o Theresa May, non mi sembra che rappresentino l'ideale di mamma. Questo cambio di figura al potere è interessante per un altro motivo, nel senso che troppo spesso ci dimentichiamo un principio base della politica, ossia non è fondamentale se colui è un uomo, donna o omosessuale, il quesito vero è Colei/u che salirà al potere ha la competenza e la capacità per guidare un paese si o no? Sarebbe meraviglioso un nuovo cambio generazionale fatto di donne al potere, di una politica rosa durante la quale i politici fanno solo politica per il bene della propria comunità e non per le loro tasche e lobby.

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