martedì 22 dicembre 2015

I quattro storici simboli del Solstizio d'inverno

Sono davvero tanti i simboli storici legati al Solstizio d'inverno. Nati dalla cultura  pagana e celtica quando ancora la religione cristiana era solamente utopia. Uno dei più famosi è il Vischio, pianta sacra molto importante per i gallo -celtici e per gli stessi Druidi. Il vischio era considerato portatore di fortuna è ancora in voga a Capodanno: baciarsi il primo giorno dell'anno sotto di esso è considerato un rito propiziatorio. I Celti, poi, osservavano un altro rito: con un falcetto d'oro il sommo sacerdote raccoglieva le sue radici. Gli altri adepti vestiti da bianche vesti, dopo averlo messo accuratamente in una pezza di lino immacolato lo deponevano in una brocca d'oro riempita d'acqua, mostrando alla gente la pianta sacra. La leggenda vuole che questa magica pianta fosse connessa al cielo e 'fonte di guarigione' delle malattie.

Un altro simbolo per eccellenza legato al Solstizio d'inverno è la Ghirlanda. Simbolo di Yule: la ruota che sempre gira e il cerchio senza fine. La ghirlanda simboleggiava la natura infinita della vita. Usato dai popolo germanici per celebrare il passaggio dall'autunno all'inverno. L'abete simbolo di fertilità e abbondanza, portatore di speranza tra gli uomini perché una pianta perennemente verde. Millenni prima della nascita di Cristo si raccontava che le tribù germaniche sacrificassero i prigionieri al Dio della vittoria, impiccandogli agli alberi per 9 giorni. Poi gli uomini in carne ed ossa furono sostituiti da uomini in marzapane.

Infine l’Uomo cosmico, con le braccia alzate, tradotto nella runa Algiz. Anche nei doni che Babbo Natale porta ai bambini si ravvisa l’idea primordiale del dono di luce e di vita che il Sole nuovo dà agli uomini; un dono incommensurabile sia spiritualmente che materialmente. Ma i simboli del Solstizio d'inverno sono davvero tanti come:

  • la Quercia  -  meta crescente del giorno
  • L'Agrifoglio - la personificazione delle forze maschili della natura e nell’edera quella delle forze femminili

Nessun commento:

Posta un commento