martedì 14 aprile 2015

L’e-book cambia l’apprendimento: ecco come

I nativi digitali, è noto, sono nati in un’epoca in cui lo studio e le ricerche non si svolgono più solo con i supporti cartacei, ma sempre più spesso si ricorre alla praticità e velocità offerta dai supporti digitali, in particolar modo gli e-book.
L’AIE (Associazione Italiana Editori) ha condotto due ricerche distinte per capire l’evoluzione del libro digitale e del libro cartaceo e su come sono impiegati dai genitori, dai ragazzi e, poi, dagli universitari tutti gli strumenti per l’apprendimento, la conoscenza e l’approfondimento.

Da 3 a 10 anni, i genitori si aprono all’uso dell’e-book anche per i piccolissimi
La ricerca promossa da AIE e AIB (Associazione Italiana Biblioteche) – giunta alla sua seconda edizione, #Natidigitali – è rivolta a capire a che età i bambini cominciano ad utilizzare i supporti digitali e in particolar modo l’approccio alla lettura. Dall’indagine risulta che sempre più mamme cominciano a scegliere libri digitali da far leggere ai loro bambini già intorno ai 3 anni di età. Rispetto al 2013, la propensione dei genitori a far leggere in digitale ai propri figli  è aumentata, passando dal 30,3% (2013) al 34,6% (i dati sono stati resi noti il 26 marzo in occasione della Fiera del Libro di Torino).

Quando si legge il cartaceo?
Il libro cartaceo resiste nel 70% dei casi per la “buonanotte”, vale a dire il momento delle coccole e della vicinanza tra genitori e figli è affidato alla lettura insieme dei libri di carta, albi illustrati, da colorare, pop-up, racconti e romanzi. Quindi, in sostanza non cambia la scelta dei genitori, ma cambia il modo e i tempi di utilizzo di un supporto piuttosto che l’altro: al libro cartaceo viene riservato il ruolo più “nobile” di cementare e rinsaldare il rapporto tra genitori e figli, mentre la lettura dell’e-book da ereader come Kindle o biblioteca Biblet, è interpretata come una forma di intrattenimento per tenere buoni i bambini in fila al supermercato o in attesa al ristorante.

I dati riassumono: Il 72,6% del campione legge libri di carta per far addormentare i figli (78% delle mamme, 59% dei papà). Il digitale viene utilizzato dai genitori nei momenti “critici”: per intrattenere i bambini in viaggio (38,6%), per distrarli (34,4%), in vacanza (26,1%).

Non vi è diffidenza verso un supporto o l’altro, cambia solo l’atteggiamento e ne è la prova il fatto che – stando al campione esaminato - il 16,1% dei bambini di età compresa tra 1 e 14 anni legge in digitale almeno una volta a settimana o tutti i giorni.

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