giovedì 16 ottobre 2014

Quali sono i migliori investimenti?

Quali sono i migliori investimenti oggi disponibili sul mercato? Sfortunatamente non esiste una risposta univoca a questa domanda. Sì perché quando si parla di investimenti il discorso deve essere necessariamente elaborato sulle specifiche inclinazioni del singolo risparmiatore e sui suoi piani di investimento.
È possibile però evidenziare due coordinate principali secondo cui orientarsi nel marasma di possibilità offerte, e sono le coordinate del rischio e del tempo.
Andiamo inizialmente ad esplodere il primo punto; il rischio. La prima cosa che un broker coscienzioso dovrebbe fare di fronte ad un cliente interessato ad investire i propri risparmi non è “chiedere” a lui qual’è la sua propensione al rischio, ma “capirla” a partire da tutta una serie di domande. A tal proposito ci sono servizi di consulenza per gli investimenti anche a distanza, come ad esempio quella offerta da Hello bank.

In base a questo primo screening iniziale è possibile capire se l’investitore è interessato a massimizzare i propri guadagni, prendendosi in questo caso un certo rischio, oppure se preferisce accontentarsi di realizzi minori ma dormire tranquillo la notte.
Gli strumenti che ad oggi sono a maggior rischio sono i famosi derivati; è anche difficile vederli come strumenti finanziari veri e propri visto che si tratta piuttosto di scommesse sul valore di mercato di azioni, valute e tasse. Una scommessa che ha, ovviamente, alte percentuali di rischio, ma anche alte percentuali di guadagno (o di perdita).

Le azioni sono leggermente meno rischiose, soprattutto se si va ad investire su titoli consolidati come quelli delle grandi aziende (pensiamo ad esempio ad Eni ed Enel) che solitamente non sono inclini a grosse variazioni.
Mentre con le azioni si diventa per una piccola parte proprietari delle aziende, partecipando eventualmente agli utili, con le obbligazioni andiamo invece ad acquistare un debito di aziende o Stati veri e propri. Ancora una volta anche qui, la redditività dell’investimento è inversamente proporzionale (solitamente) all’affidabilità del debitore, sia che sia esso uno Stato piuttosto che una azienda.
Scendendo ad un livello di rischio leggermente più basso troviamo infine i fondi comuni di investimento e le polizze finanziare; quest’ultime sono per lo più offerte da aziende assicurative sotto forma di polizze vita, polizze unit linked, polizze index linked e polizze di rendita vitalizia.
Dopo aver visto diverse proposte in ordine decrescente di rischio dobbiamo considerare quella che inizialmente abbiamo definito come la seconda coordinata da considerare nel nostro investimento; il tempo.

È una variabile importante perché può determinare la scelta di un tipo di strategia piuttosto che di un’altra. Facciamo un esempio; se prevediamo di dover utilizzare il nostro denaro tra 12 mesi per una importante spesa famigliare, quale ad esempio l’acquisto di un’automobile, dovremmo concentrarci su investimenti in grado di portare realizzi immediati e magari anche meno rischiosi, visto che (per il motivo di esempio prima citato) non possiamo permetterci di perdere una grossa parte della cifra investita.

Elena Ridolfi

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