lunedì 28 aprile 2014

10 donne fuggite da terribili abusi

abusi sulle donne
Ci sono tanti modi per fare del male a una persona: abuso fisico e psicologico, distruggere le proprie emotività  nella finalità di schiavizzare e degradare le loro vittime. La storia ci racconta che troppo spesso il ruolo di vittima predestinata è la figura femminile. Un qualcosa che vorremo non sentire più ai TG. In questo post vedremo la storia di 10 donne fuggite da terribili abusi.

10 - Legata e nuda - Una donna di nome Georgia camminava in un negozio vicino quando si avvicinò un uomo, offrendole un passaggio. Purtroppo in macchina le cose presero una piega sbagliata. L'uomo tirò fuori una pistola puntandola in faccia alla malcapitata, per poi legarle le mani e condurla al suo camper a 60 km di distanza. In seguito ha violentato la donna lasciandola nuda e legata nel camper. In un primo momento, la donna aveva paura di fuggire perché minacciata di morte dal suo rapitore, poi sentendo un camion fuori dal vialetto si fece coraggio. Giorgia ha strisciato fuori dal campo per 15 metri perché ancora legata  e senza vestiti,  fino a quando un automobilista l'ha vista coricata nella strada. B. J l'aguzzino è stato identificato dalla polizia è accusato di stupro, sequestro di persona e detenzione di armi da fuoco.


9 - Lavaggio del cervello - Nell'ottobre 2013, la polizia portò in salvo tre donne detenute contro la loro volontà in un appartamento di Londra.  Le vittime hanno detto di aver subito ripetute violenze e plagiate per  quasi 30 anni. Le donne hanno manifestato chiari segni  di manipolazione emotiva. Quelle più  anziane (67, 59 anni) hanno detto di aver incontrato il loro rapitore molti anni fa nella capitale, per poi decidere di andare a vivere insieme. La loro era una vera seta chiamata '' il collettivo''. Anche se le donne non erano trattenute con  la forza, un qualcosa ancora di più forte le teneva all'interno di quella casa, la ''sudditanza psicologica''. Il 21 novembre 2013, la polizia britannica ha annunciato l'arresto di una coppia indiana e della Tanzania accusati di servitù domestica insieme a reati in materia di immigrazione.


8 - La fuga - Il 19 agosto 2011, una 26 enne  israeliana che vive ad Amburgo fu rapita da degli uomini armati nella casa di una sua conoscente e tenuta prigioniera per due ore. La donna fu rinchiusa in una cella insonorizzata fatta da una cabina telefonica, ma riuscendo a fuggire perché il suo rapitore si dimenticò di chiudere la porta.

7 - L'unica Sopravvissuta  - Il 27 settembre del 1992, una ragazza di  19 anni  aveva perso l'autobus ed era in ritardo per il lavoro,  così accettò un passaggio da un uomo che le chiese il suo numero di telefono.  La mattina seguente l'uomo si presentò alla fermata dell'autobus e su tutte le furie per avere ricevuto un numero falso, caricò la ragazza in macchina costringendola con la forza ad avere dei rapporti, per poi rinchiuderla nel bagagliaio. La ragazza riuscì a fuggire con la macchina in movimento. Grazie alla sua testimonianza si è saputo che l'uomo era un serial killer ed aveva già ucciso altre donne.

6 - Nove mesi di abusi continui -  Il 15 giugno 2012, una donna a Kanpur in India nel bagno della stazione incontrò un uomo che la drogò e la portònella sua casa a Delhi. Per nove mesi, l'uomo l'ha picchiata, minacciata psicologicamente, e violentata anche con i suoi amici. In un momento di lucidità perché non drogata è riuscita a fuggire e chiedere aiuto. L'uomo e un complice sono stati presi dalla polizia, ma solo il rapitore principale è stato accusato e condannato a 30 anni di prigione. La sentenza fu ugualmente scandalosa in quanto il giudice teorizzò che forse la donna andò volentieri.

A domani per la seconda parte.

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