giovedì 30 gennaio 2014

I massaggi che aiutano a curarci

I massaggi che aiutano a curarci

Il tatto è uno dei cinque importanti sensi dell’organismo umano e forse uno dei più importanti. I massaggi non sono nati nel nuovo millennio ma hanno un radicamento importante sia in Europa che nel continente asiatico.

La storia li fa risalire addirittura agli Egizi che utilizzavano il massaggio per curare e prevenire i dolori e i fastidi quotidiani. Hanno vissuto in Europa un’età buia durante il periodo medievale e rinascimentale e sono stati reinventati dopo la rivoluzione industriale. In Giappone e in Cina, invece, non sono mai passati di moda ma, anzi, il loro valore è cresciuto a tal punto che proprio in quelle zone sono nate le prime scuole di massaggi

Le case farmaceutiche hanno portato talvolta discredito alla tecnica massaggiatoria per questione di lucro. Curare le malattie lievi e i disturbi quotidiani (sciatalgia, distorsioni, dolori cervicali e muscolari) con il massaggio significa togliere guadagno alle multinazionali che fanno dei farmaci il loro business principale.
Per fare un semplice elenco dei massaggi curativi e delle relative problematiche che possono risolvere possiamo indicare:
  • Il massaggio prostatico per curare l’ipertrofia prostatica;
  • Il massaggio connettivale per riattivare la circolazione nella zona delle giunture;
  • Il massaggio drenante per aiutare il nostro corpo ad espellere le tossine.
Ce ne sono molti altre e vengono utilizzati, per metterli in altri, numerose tecniche come lo shiatsu, la kinesiologia, il metodo classico.
Per quale motivo allora i massaggi sono poco utilizzati in ambito benessere? Perché vengono prescritti in lieve percentuale dai medici curanti e perché hanno un elevato costo rispetto ad una pillola. Inoltre non tutti i massaggi sono prescrivibili a carico del servizio sanitario nazionale per motivi sconosciuti ma che fanno comunque ben comodo alla case farmaceutiche mondiali.

Effetti collaterali dei massaggi: nessuno a patto che vengano effettuati da mani esperte e professionali.

Nessun commento:

Posta un commento