venerdì 29 novembre 2013

Sardegna treni e ferrovie al collasso dopo l'alluvione

Non sapevo se inserire questo articolo, forse uno sfogo, chiamatelo come voletelo sull'altro mio blog lukescrive che parla principalmente della mia regione Sardegna o in questo, alla fine ho deciso di postarlo in lukescintu. Sappiamo tutti quanti quello che è successo alle terra sarda la settimana scorsa, protagonista purtroppo in prima persona che ha subito la violenza di una natura schiavizzata dall'uomo, quell'acqua assassina che ha strappato la vita di 16 persone,( ieri c'è stata la 17 esima vittima) una signora ricoverata ancora per le conseguenze del mal tempo.

Tralasciando l'aspetto umano vorrei addentrarmi in un altro problema i trasporti pubblici, meglio ancora i treni e collegamenti che in certe tratte dell'isola sono al vero collasso. Bene nel Medio Campidano l'unico binario a un certo punto nella tratta Pabillonis - San Gavino è sospeso nel vuoto,  Trenitalia è stato costretto a interrompere il collegamento. 

Questo disservizio va avanti dal 18 novembre, oggi ne abbiamo 29, chiedi informazioni al personale della stazione e nessuno conosce se ci sono gli operai per ricostruire un lavoro evidentemente progettato non da Leonardo Da Vinci. Per arrivare a Cagliari è una vera gincana per tutti coloro che  abitano prima di San Gavino, pendolari costretti  a prendere un bus, poi finalmente il treno proprio da San Gavino per arrivare al capoluogo sardo. Così il ritorno ha la stessa lenta cadenza: un viaggio di 100 km che dura 2 ore e 30 minuti. Una persona fa prima a raggiungere in aereo  Londra. Eppure parliamo di distanze che dovrebbero essere ridicole ai giorni d'oggi. 

Vedere un unico binario nel 2013 è qualcosa di assurdo, per  dovere di cronaca il disagio è anche nella tratta Olbia -Chilivani. Ma non posso pronunciarmi perché ho descritto quello che ho vissuto in prima persona dalla parte della mia zona.  Infine oggi leggo sull'Unione Sarda di un soffitto crollato al liceo Dettori di Cagliari, mi verrebbe voglia di parlare male, ma resisto nel farlo. Ma almeno lasciatemi pensare di come  progettano le cose: strade, ferrovie, ponti e pure i tetti delle scuole, ma forse è solo una casualità? Ma non prendiamoci in giro. Oltre alla perdita di vite umane cos'altro dovrà accadere per cambiare questa poca professionalità, per fortuna forse di poche persone. Possibile che per aggiustare un pezzo di strada ferrata non sono bastano 15 giorni? Possibile continuare a pagare le tasse e tacere? Ma alla fine di chi è colpa della burocrazia, dei burocrati, o della natura?


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