sabato 6 aprile 2013

''Vorrei essere morta'' : Una ragazza pakistana decide di lasciare il marito e viene punita con 15 colpi d'ascia dal fratello

Gul Meena è una ragazza pakistana e come tante altre sue coetanee del posto è costretta ad andare in moglie contro la sua volontà  in tenera età a uomini che potrebbero essere già suoi nonni. A soli 12 anni le fu imposto di sposare un uomo di ben 60 anni, privandola  da quello che doveva essere la vita di una bambina: andare a scuola e giocare con le sue amiche.

La convivenza con quell'uomo è stata una continua sofferenza per la bambina, che quotidianamente veniva picchiata, neanche le sue lacrime calmavano la follia e la cattiveria dell'aguzzino. Quando Gul parlava con la  famiglia delle percosse che giornalmente riceveva, questi la consolavano con altrettante umiliazioni corporali dicendo ''che lei apparteneva a suo marito''

Arrivata alla disperazione la bambina  ha detto ''Avevo cercato di uccidermi con il veleno più volte, ma non ha funzionato. ''  Ormai dopo cinque lunghi anni di sofferenza, l'unica soluzione plausibile fu quella di fuggire da quella casa,  così a novembre dell'anno scorso Gul si è fatta coraggio e con poche cose  a presso è   scappata da suo marito assieme a un giovane afgano.

Purtroppo la fuga non ha avuto esito felice per i due giovani,  a Jalalabad in Afghanistan in poco tempo il fratello è riuscito a scovare dove  la sorella e il ragazzo si nascondevano. Il fratello ha colpito  a morte prima il ragazzo con un'ascia, poi la sua ira si è riversata sulla sorella che la colpita con la stessa arma per ben 15 volte.

L'uomo convinto di aver fatto giustizia e ucciso sua sorella, benché distesa in una pozza di sangue Gul era ancora viva con una parte del suo cervello appeso fuori dalla  divisione  della calotta cranica. Medici e chirurghi del Nangarhar Regional Medical Center sono riusciti a salvarle la vita, tra l'altro lo staff medico ha provveduto di tasca propria alle cure della ragazza perché le autorità pakistane non volevano sostenere viste le circostanze.

Dopo 2 mesi di degenza in ospedale Gul è stata data in affidamento  a una  associazione di beneficenza per le donne afghane rifugiate a Kabul.  Quando Gul si guarda allo specchio dice di vergognarsi ... è così possiamo anche finire di scrivere questo post, se una creatura innocente dopo quello che ha subito dice pure di vergognarsi.

Gul Meena's brother thought he had killed her but surgeons were able to save her life

foto e fonte: via [dailymail]

4 commenti:

  1. Se sono sicuri che e' stato il fratello, bisogna fargli lo stesso trattamento assieme al vecchio che l'ha usata per 5 lunghi anni, poi lasciarli vivere e che loro stessi poi abbiano l'onore di suicidarsi.....

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    1. io confido nella giustizia divina

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  2. Qui forse avrebbe un senso...

    La dove è successo mi sa che non succederà mai...

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    1. Purtroppo di queste tragedie in quei posti succedono quotidianamente, questo non è un caso isolato.

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