domenica 9 settembre 2012

Dove morire o essere detenuto è la stessa cosa: Carcere di massima sicurezza Alaska



Ieri su You Tube mentre guardavo un documentario su Federico II di Svevia, non ho ancora capito perché tra i suggerimenti il canale multimediale abbia inserito questo: Carcere duro Alaska, così ho fatto mente locale a un leggendario film "A trenta secondi dalla fine", dove la trama si svolge proprio tra i ghiacci dell'Alaska in un carcere anche quello di massima sicurezza. 

Ma il documentario è  altra cosa, le interviste ai detenuti, uomini che faranno tutta la loro esistenza dentro quell'abisso, carcerati con condanne di 85 e  99 anni. Il documentario fa parte di una della 6 puntate realizzate da Discovery Channel,  qua si imbatte in un tema delicato e scottante, le condizioni: fisiche e psichiche di queste persone che vengono detenute dentro un vero e proprio incubo. Alcune immagini sono state davvero forti ... detenuti giovani appena arrivati che per farsi un nome sfidano e fanno rissa con  quelli veterani costretti all'ergastolo. A me è sembrato chi deve scontare una detenzione corta uscirà da questa galera peggio di prima. Uomini del cosìddetto 1 livello costretti in una cella d'isolamento per 23 ore al giorno.

Spring Creek Correctional Centre, in Alaska, tristemente noto per essere la prigione più infida, al Pendleton Correctional Facility, spietata struttura ad alta sicurezza. Disciplina è l'unica regola che pretende la polizia carceraria, ma dove neanche le telecamere della prigione non possono arrivare esiste un tragico e violento mondo fatto di quotidianità, uomini come bestie e contro tutto e tutti.

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