martedì 28 agosto 2012

C'è chi viene in Sardegna per abbronzarsi e c'è chi vive in Sardegna dentro a una miniera

Sulcis -  Protesta dal sapore inizio 1900: quando i minatori entravano nelle miniere ma non sapevano se avrebbero visto la luce della mattina dopo. Quaranta minatori  hanno trascorso la seconda notte di protesta arroccati nel pozzo.  Sicuramente la maggior parte di loro tutti padri di famiglia, lavoratori instancabili della miniera di carbone Carbosulcis, a Nuraxi Figus.

Possibile che per essere ascoltati, per avere un lavoro più  sicuro,e per poter ancora avere un lavoro, sicurezza un uomo debba arrivare a trincerarsi come un soldato della prima guerra mondiale per essere ascoltato.

Questi lavoratori, questi uomini sono a 370 mt di profondità, ma probabilmente l'abisso più grande e buio è quello di non avere più una certezza in questo paese. Il governo deve ascoltare chi è disperato e rivendica solo il diritto a lavorare ed essere un uomo, il governo deve smetterla di fare altro e mettere tasse su le bevande analcoliche zuccherate ...  sono questi i veri problemi degli italiani? Se uno beve una coca cola, o forse è solo l''ennesimo pretesto a rubare soldi.

Sotto terra con  i minatori c'è anche dell'esplosivo, ci sono tanti lavoratori sardi e disoccupati disperati che si uniscono perché è l'unico conforto, la solidarietà per chi prova gli stessi sentimenti è più vera. Un pensiero anche ai lavoratori dell'Alcoa di Portovesme che malgrato mille peripezie non vogliono arrendersi.

Operai all'ingresso della miniera di Nuraxi Figus (Sulcis)
Operai all'ingresso della miniera di Nuraxi Figus (Sulcis) 

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