mercoledì 21 dicembre 2011

Sing-Kiang è un paese quasi sconosciuto, malgrado le sue ricchezze naturali e, in special modo, quelle minerarie


La più occidentale provincia della Cina è il Sing-Kiang o Turchestan cinese, nella cui parte meridionale, chiamata deserto di Taklamakan, esistono ancora tracce di sepolte città che narrano di una civiltà tramontata. E' un paese quasi sconosciuto, malgrado le sue ricchezze naturali e, in special modo, quelle minerarie. Per giungervi da Pechino, bisogna percorrere più di 5000 chilometri a cavallo, attraversando pianure e montagne, perché nessuna ferrovia lo unisce al resto del mondo. Il clima è terribile, perché, essendo lontano dal mare, non ne risente il beneficio; d'inverno è di una rigidezza siberiana, mentre d'estate raggiunge un calore da tropico. I Greci conobbero questo paese, e anzi lo percorsero, sotto la guida di Alessandro Magno.

Tamerlano, il feroce conquistatore tartaro, se ne impadronì, togliendolo al dominio persiano, nel secolo xiv; poi nel 1750 fu conquistato dai Cinesi che lo tengono tuttora e lo chiamano ; Nuovo Dominio. La popolazione, in maggioranza di origine turca e di religione maomettana, è dedita specialmente all'agricoltura e al commercio con l'India; è di umore spensierato e allegro, senza alcun desiderio di indipendenza e nessuna aspirazione intellettuale. . Come in generale in tutta la Cina, le case hanno uno stesso tipo: senza finestre, sono fatte di fango ed hanno un cortile ed una veranda. Gli uomini vestono un costume formato da una specie di soprabito di colore vivace, lungo fino alle ginocchia e stretto alla cintura da una fascia colorata; i pantaloni sono generalmente scuri. L'abbigliamento femminile non differisce molto da quello maschile, ma le signore eleganti, oltre a portare giubbetti ricamati, si adornano di un velo che, come impone la religione maomettana, copre loro il volto.

Gli alimenti di maggior consumo sono il riso e la carne di montone, mentre la bevanda usuale è il tè. Come i Cinesi in genere, anche gli abitanti del Sing-Kiang amano i divertimenti e gli svaghi; fra questi il più popolare è il baigù, una specie di gioco alla palla, se così può chiamarsi, perché la palla è costituita dalla carcassa di una capra. I giocatori sono a cavallo e tutto è lecito in questo gioco che produce uno strepito infernale, accompagnato dal calpestìo dei cavalli e dalle grida degli spettatori. Il trofeo, ossia la carcassa, viene offerto dal vincitore allo. spettatore di maggior riguardo. Musica e danza sono anche molto amate da questo popolo, che però ha della musica un'idea singolare; le danze sono accompagnate dal suono del tamtam.

Per i Cinesi il teatro, si è detto, è il divertimento nazionale, e anche i Turcomanni ne sono appassionati. Poiché la rappresentazione si svolge all'aperto, si ingombrano le strade con alberi finti, paraventi, ecc., e il pubblico deve passare fra ingombri di ogni specie. Le truppe del Sing-Kiang hanno armi antiche, vecchi moschetti, lance e asce, e nell'esercito imperversa la corruzione; l'età militare va dai 16 ai 60 anni. Il paese produce frutta abbondantissime e di ogni qualità; le fattorie sono molto frequentate e forniscono cibi svariatissimi: pane a forma di ciambelle, mostarda di senape, minestre di verdura e montone, pasticceria cotta a vapore, ecc.


Autore: articoligratis.com


5 commenti:

  1. Interessante e culturale questo post, Luke.
    Bella anche l'immagine.
    Sono arrivata qui da plus. Bella sorpresa :)
    Ciao,
    Lara

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  2. Vivono spensierati... beati loro! Peccato per la carcassa usata come palla. Mamma mia.

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  3. Si come tutte le civiltà ci sono pro e contro!

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  4. Ciao,
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  5. @Lara grazie scusa per il ritardo, non so perché il tuo messaggio era in spam....

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