martedì 2 agosto 2011

Profughi libanesi- quando vivere o morire è la stessa cosa

Negli ultimi 3 giorni, gli italiani hanno dovuto assistere e sentire impotenti la fine orrenda di 25 profughi libanesi; un viaggio della speranza o dell'abbandono della propria dignità?
Uomini diventati come catasta e sacchi dell'immondizia, morti di asfissia perché l'aria era irrespirabile, sembra di rivivere lo stesso atroce destino degli schiavi africani in partenza per la terra promessa!
I loro occhi, inconsolabili nello spazio di pochi metri costretti a trovare di fronte la loro gente che venuti a mancare, non hanno neanche una libertà sufficiente per morire.
Non voglio urtare la sensibilità di nessuno, non voglio neanche incolpare determinate persone, benché i criminali, gli uomini senza moralità esistono sin dalla notte dei tempi. Di criminali sempre si tratta quelli che nei loro barconi ammassano come carne da macello degli uomini.
Tuttavia solo dopo una disgrazia siamo bravi a fare il buon Samaritano, ma il mondo è questo, un puntino nell'infinito.

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