mercoledì 20 ottobre 2010

Recensione demo il parco (da www.beatbopalula.it)

Luke Scintu

Il parco

Autoprodotto, 2010    
“Fatevi avanti e insegnatemi l’arte di essere felici”. In questo modo si presenta Gianluca Scintu, trentacinquenne sardo dalla formazione rock-metal classica che inizia, come molti, dalle cover dei Nirvana e degli Iron Maiden, per accorgersi poi di provare il bisogno di dar spazio ai propri impulsi attraverso il cantautorato. Da diverse sue composizioni tira fuori questo demo dimostrativo contenente alcune tracce dedicate all’opera Il parco, cinque brani di buona fattura composti da chitarra, voce e malinconia.
 
L’autunno che è alle porte fa da scenario ai brani, in particolare la nostalgia della title-track ben si accompagna a un sentimento di distacco e di abbandono, un parco è lo spettatore di una storia d’amore e della sua fine ed è ancora lì quando uno dei due protagonisti rimane ad attendere il ritorno dell’altro. Luke è legato a questo luogo, riparo dalla frenetica vita cittadina e carico di solitudine, sentimento, questo, avvertito nella terza traccia dell’album in modo sostanziale. Dall’aspetto meno inquieto è il brano di chiusura che non spicca particolarmente per la parte testuale ma nel quale, musicalmente, si riconosce un certo tributo al Battisti dei falò sulla spiaggia.
 
“Un uomo senza sogni è solo metà”: Non mi senti ha il sapore di un tempo passato, come sussulti del cuore, il ritmo della batteria misura la voglia di arrivare a farsi sentire da una persona che forse è più facile incontrare nei segreti di un mondo fatto solo di versi. Passando dalla ballata classica Believe me, la musica di Scintu non è solo un mondo di dediche poetiche; Lasciami stare rappresenta una richiesta di libertà di sognare e di non essere oggetto di un gioco senza alcun fondamento di amore.

Sentori di folk si scorgono nell’intero lavoro, autoprodotto per necessità. Questo musicista rappresenta il precariato, rapportato alla musica indipendente italiana, fatto da poco più che trentenni (sulla carta non più giovani) meritevoli eppur schiacciati dalle regole del mercato discografico. Puntare sull’aspetto live è la carta vincente. Per Luke Scintu, potrebbe essere la prova del nove.

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