sabato 23 ottobre 2010

                        Rosa
  
   Giunse da soggezione quell’innato
   sole che spense il mio ardore per ella,

  fu’ come dissidio nella mia anima e
  solitudine ,la consapevolezza di non amarla piu’

 perche’ per me ella fu’ il mio dolore
come l’inganno di una pioggia estiva.

Ora se il mio sospeso sentimento
tornera’ a condannare la mia  fragile essenza per lei

come flemma fraganza sto riprovando
il gusto di rispettare me stesso,

e’ affascinato da questo mio nuovo modo di
essere sto perdendo il mio ingannevole sentimento per essa.

Per me forestiero di questa vita
ebro di gioia ,son dedito a raccogliere nuove rose

e lasciarle cadere per  il  nascere del nostro
tramonto,per te realta’ mia solitudine.

     Gianluca Scintu

1 commento:

  1. Guardo la tua solitudine
    mentre pensi a chi ti ha lasciato,
    preziosa gemma di una primavera
    che fu.

    Vedo due alghe rinsecchite
    annegare in un bicchiere di
    vino e dal pozzo dei ricordi
    ubriaca risalire la tristezza.

    Sento tonanti rimpianti di edera
    che si aggrovigliano in gola
    mentre furtiva una lacrima salata
    ti bagna la mano.

    Con quello che rimane di me
    l’ago pensiero ricama petali di
    stelle sul tuo viso.

    Avvolgo la tua anima con le
    mie ali di donna.

    Ma non posso toccarti perché
    ho le mani crocifisse con bulloni
    e vermiglio sangue zampilla.

    da:aurora

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